Voglio restare bambino
Pubblicato da luks
Hanno passato i vent’anni da un pezzo, ma si comportano ancora come adolescenti. Rifiutano la crescita e sono profondamente convinti di poter evitare le responsabilità fino all’arrivo dei capelli bianchi.
Sono i quarantenni italiani, un vero esercito di single che sempre più spesso preferisce rimandare scelte importanti, come il matrimonio e i figli, per continuare a vivere da eterni ragazzi.
Sposarsi, fare figli non è un obbligo. Si può restare scapoli senza per questo essere dei Peter Pan anche se diventa un problema quando si è irresponsabili e quando non si vogliono mai fare scelte o affrontare problemi.
Ci sono alcune caratteristiche che contraddistinguono questi adolescenti attempati. Innanzitutto scelgono uno stile di vita gregario, che li protegge dalla necessità di affermarsi come individui e di dover quindi stabilire valori e comportamenti propri. Per esempio fanno sport e vanno in vacanza sempre in gruppo.
Questo consente loro di condividere gli impegni e le scelte, proprio come fanno gli adolescenti. Cambiano spesso lavoro, sopratutto appena viene prospettato loro un ruolo di responsabilità… Ricominciare da capo, da un’altra parte, paradossalmente per loro è più facile che sentirsi tenuti a rispettare gli impegni.
Un altro aspetto tipico è quello di evitare passi definitivi, quindi non formano una famiglia e cambiano spesso partner. Non sono in assoluto incapaci di amare o legarsi a una compagna. Si innamorano davvero, ma non resistono mai a lungo.
All’inizio mostrano grande entusiasmo e gioia ma tendono alla fuga ogni volta in cui si vorrebbe costringerli in un ruolo adulto, come quello di convivente, coniuge e genitore.
Spesso poi cercano compagne più mature, cioè donne in cui trovare un’amante ma anche una madre, una donna cioè che li accudisca, che svolga i compiti al posto loro, che faccia tutto da sola e a cui poter delegare le responsabilità.
I fattori che possono favorire la mancata crescita e responsabilizzazione di un uomo dipendono dalla storia e dal vissuto di ognuno anche se in genere ci sono circostanze che in qualche modo possono incidere sul processo di regolare maturazione.
Se un ragazzo è stato educato alla responsabilità e al senso del dovere e se è cresciuto in un ambiente familiare e sano e con un esempio efficace, allora è poco probabile che resti un eterno adolescente. Spesso alla base di un atteggiamento infantile perpetuato nel tempo, può esserci invece un carenza.
Questo può verificarsi nel caso di negligenza nei confronti dei propri figli. Si tratta cioè di genitori che per qualche motivo non sono riusciti a trasmettere certi valori. Può essere la conseguenza di un’ educazione (anche involontaria) lassista, permissiva o negligente, che lasciano i figli in balìa di se stessi senza insegnare loro che cos’è un impegno e l’importanza di portarlo a termine.
Ma questo vuoto può essere legato anche, al contrario, a un atteggiamento iperprotettivo, tendente a coprire sempre il ragazzo e a fare le cose per lui. Questo fa sì che il figlio sia portato a pensare che anche nella vita gli altri debbano fare per lui.
Anche la paura della vecchiaia e della morte può spingere a limitare la crescita personale e a non cambiare mai.
Ogni trasformazione, infatti, può generare l’ ansia e il senso di perdita legato alla consapevolezza di lasciare qualcosa di noto e rassicurante per l’incerto. E’ un timore diffuso e abbastanza normale che viene però reso più grave dalle caratteristiche della società attuale in cui sono vincenti i modelli di giovinezza e bellezza
Tutto ciò si può cambiare, la maggior parte delle volte è la vita stessa che guarisce e altre volte però non accade. Anche il più incallito ragazzino può andare in crisi, accorgersi cioè all’improvviso di non essere stato costante in nulla e di non aver raggiunto nessun obiettivo, insomma di essersi perso delle possibilità.
A questo punto, se la persona in questione lo ritiene opportuno, può essere utile l’aiuto di uno psicoterapeuta. In genere si tende a chiedere il contributo di uno specialista dopo aver fallito un importante traguardo nella vita privata o nel lavoro : una temporanea crisi di depressione può portare a rivalutare i propri modelli di comportamento fino ad allora mai messi in discussione.
In generale lo psicoterapeuta mira a rafforzare la persona, cioè a sostenerla in un percorso di crescita e maturazione. E’ capace di far emergere risorse e problemi irrisolti in modo da consentire di guardarsi dentro. Poichè si tratta di un arresto del processo di crescita e sviluppo, la psicoterapia può fornire anche una sorta di nuova linea di partenza dalla quale riprendere il cammino.
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