Smantellare il sistema di sicurezza
Pubblicato da luks
Spesso vediamo le nostre relazioni come roccaforti contro i dardi della vita. Ma l’ amore, per sua stessa natura, è instabile.
Perciò lo puntelliamo: rafforziamo i confini, serriamo i boccaporti e creiamo prevedibilità, nello sforzo di sentirci più al sicuro.
Eppure, i meccanismi che mettiamo in opera per rendere l’ amore più sicuro spesso ci espongono a rischi maggiori. Ci incagliamo nella familiarità, e forse raggiungiamo un pacifico accordo domestico, ma durante il processo produciamo noia. La verve del rapporto crolla sotto il peso del controllo.
Istupidite, le coppie si domandano: “Dov’è finito lo spasso? Che ne è stato dell’eccitazione, della trascendenza, delle emozioni?”
Il desiderio è alimentato dall’ignoto, e per questa ragione è intrinsicamente ansiogeno. Nel suo libro Open to Desire, lo psicanalista buddhista Mark Epstein spiega che è la nostra volontà di affrontare quel mistero che tiene vivo il desiderio.
Di fronte all’irrefutabile alterità dei nostri partner, possiamo rispondere con paura o curiosità. Possiamo cercare di ridurli a entità riconoscibili, o possiamo accettare il loro mistero persistente.
Quando resistiamo all’impulso del controllo, quando ci manteniamo aperti, conserviamo la possibilità della scoperta.
L’erotismo risiede su quell’ambiguo discrimine tra ansia e attrazione. L’interesse verso l’altro rimane vivo, il partner ci delizia e ci attira.
Ma per molti, rinunciare all’illusione della stabilità e accettare la realtà della nostra fondamentale insicurezza si dimostra un passo difficile da affrontare.
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