Mi sei simpatico! Ecco perchè… Parte seconda
Pubblicato da luks
….dal test, sono stati selezionati tredici volontari, si trattava di studenti che avevano manifestato apertamente il proprio orientamento politico. Ad essi è stata mostrata l’immagine di due leader studenteschi di schieramenti avversi: per ciascuno dei volontari, uno dei due rappresentava il suo leader, l’altro il leader della fazione politica opposta.
La condizione era che nessuno dei volontari conoscesse di persona l’uno o l’altro e non fosse, perciò, condizionato dall’esperienza diretta: in questo modo era inevitabile che ogni volontario considerasse più simpatico il leader che la pensava come lui.
Poi è stato chiesto ai volontari di immaginare quali sarebbero stati i comportamenti dei due leader in alcune situazioni della vita quotidiana.
I volontari, durante i test, erano sottoposti a risonanza magnetica funzionale, un esame che si effettua attraverso una macchina capace di leggere quali parti del cervello si attivano nel compiere determinate azioni.
E i risultati sono stati entusiasmanti. Tutti i volontari, quando è stato chiesto loro di immaginare le azioni del loro leader politico, hanno attivato una particolare area del cervello, la cosiddetta corteccia prefrontale ventromedia: ebbene, è la stessa area del cervello che si attiva quando pensiamo a noi stessi o quando tentiamo di comprendere quello che gli altri stanno provando.
La stessa cosa non è avvenuta quando i volontari hanno dovuto pensare al leader dello schieramento avverso, non vi è stata alcuna attivazione di questa area.
Quindi va ancora compreso quale altra area si attivi quando proviamo antipatia o indifferenza nei confronti degli altri.
Le conseguenze pratiche di questa scoperta sono estremamente utili.
Tale traguardo ci aiuta a conoscere meglio il legame tra la struttura del nostro cervello e le emozioni che proviamo. E questo è molto importante perché si ritiene che una conoscenza approfondita del modo in cui il cervello produce le emozioni ci permetterà, un giorno, di riuscire a comprendere il meccanismo alla base di alcune malattie, per curarle meglio.
Uno degli scopi della ricerca sarà quello di trovare la chiave per entrare nel modo di pensare dei pazienti autistici, che sembrano non riuscire a provare affetto e simpatia per nessuno.
4 Commenti »
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Giovanni dice:
Pubblicato il 17 11 2008 alle 10:52
Ancora complimenti per l’articolo. E’ davvero un’ottima scoperta non solo dal punto di vista medico ma anche personale.
Almeno adesso prima di odiare o prendere in simpatia una persona ci penserò due volte.;D
Devo dire la verità quest’articolo mi ha dato modo di riflettere molto…si pensi ad esempio alla “paura” del diverso e quindi alla conseguente discriminazione…
Grazie Ancora
2
luks dice:
Pubblicato il 17 11 2008 alle 20:31
Mi fa molto piacere Giovanni che quest’articolo ti ha fatto riflettere e che ti sia piaciuto…
Davvero grazie!! :-))
A presto
3
Barbara Massini dice:
Pubblicato il 21 11 2008 alle 23:07
Ciao Luca
Bravo, Bravo e ancora Bravo
Credici e continua così
Barbara
4
luks dice:
Pubblicato il 21 11 2008 alle 23:10
Grazie Brabara sei gentilissima e molto carina!!!
;-D