La timidezza limitante
Pubblicato da luks
Mi ricordo quanto ero timido da piccolo da non riuscire a guardare in faccia un’altra persona, la paura e la vergogna mi assalivano facendomi diventare ansioso e rosso in viso con le gambe tremanti. Poi con la crescita e lo sviluppo una grossa parte della timidezza è volata via..
Ma che cos’è la timidezza? Alcuni dicono un difetto comportamentale che consegue a uno stato emotivo più o meno prolungato. Si accompagna a senso di imbarazzo, disagio psicologico e insicurezza, che blocca una persona nei rapporti con gli altri.
Ne consegue un disadattamento nei rapporti col mondo da parte della persona che ne è colpita. La timidezza umana è considerata uno stato di inibizione neurofisiologico e psicologico in individui generalmente giovani. E’ lo stato di sensibilità psico-emotiva che innesca la reazione da timidezza.
Occoro più elementi occasionali perchè si scateni questa reazione: l’ipersensibilità del soggetto o l’incontro con una o più persone che incutano soggezione.
Ci sono diverse forme di timidezza: temporanea, cioè in circostanze eccezionali; in rapporto all’importanza della persona con cui si deve instaurare una comunicazione o quella davanti ad un pubblico (radio, tv, teatro…) .
Può essere causata da diversi sintomi: carenza di amore o di affetti familiari, bassa autostima, complesso di inferiorità, una frustazione sociale o sentimentale. Il timido ha un continuo bisogno di approvazione e di riscontri per verificare il proprio aspetto esteriore.
Poichè la timidezza consiste in quell’inibizione psicologica che porta all’imbarazzo, al disagio e all’insicurezza bisognerebbe contrastare queste manifestazioni gestendo le emozioni e i sentimenti (ti riporto ai miei articoli sull’intelligenza emotiva - empatia e sulla gestione delle emozioni). Per me la cosa migliore per combattere la timidezza è quella di non pensare che si è timidi acquisendo giorno dopo giorno fiducia in se stessi con volontà e disciplina!!
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