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La supremazia dell’intimità nell’era della comunicazione

La supremazia dell’intimità nell’era della comunicazione

Il terapeuta familiare Lyman Wynne afferma che: “L’intimità è stata riconosciuta come bisogno solo quando è diventato puù difficile ottenerla”.

L’avvento dell’industrializzazione e il conseguente aumento della popolazione urbana scatenò un importante cambiamento nella struttura sociale. Lavoro e famiglia erano separati, e così anche noi: più slegati, più soli, e con maggiore bisogno di contatti significativi.

Per contrasto, quando la gente vive in fitte reti sociali è probabile che cerchi spazio piuttosto che dialogo intimo.

Quando tre generazioni vivono sotto lo stesso tetto, tutti sanno qual è il loro posto; sono più disposti a rispettare regole formali che assicurino la riservatezza e la discrezione.

Anche se molto viene condiviso,… tutti reclamano qualcosa di personale: un angolo privato, una tazza da caffè preferita, una sedia accanto alla finestra, un momento per leggere in pace in bagno.

Da Tokyo a Gibuti a New York, chi vive in una famiglia allargata o in condizioni economiche disagiate che lo costringono in spazi affollati, tende a non cercare una maggiore vicinanza.

Quando si sta uno sull’altro, non c’è isolamento da trascendere, e si è molto meno interessati a adottare gli ideali borghesi e occidentali di intimità. Le vite di tutti sono già abbastanza intrecciate così.

L’intimità è diventata l’antidoto sovrano per le vite che vanno verso un isolamento sempre più profondo. La nostra determinazione nell’allungare la mano e toccare qualcuno ha raggiunto un picco di fervore religioso.

In questi tempi di comunicazione istantanea, corrediamo le nostre relazioni con un assortimento di strumenti tecnologici nella speranza che questi rafforzino le nostre connessioni. Un frenesia sociale che nasconde un profondo desiderio di contatto umano.

E’ interessante notare come, mentre il nostro bisogno di intimità è diventato predominante, il modo in cui la concepiamo si è ristretto. Non ariamo più la terra insieme; oggi parliamo. Siamo giunti alla glorificazione della comunicazione verbale. Parlo, dunque sono.

Crediamo ingenuamente che la nostra intima essenza possa essere efficacemente comunicata con le parole.

Nell’era della comunicazione, l’intimità è stata ridefinita. Non è più il tipo di conoscenza, di profonda familiarità che si sviluppa nel tempo e può essere coltivata in silenzio.

Al contrario, pensiamo all’intimità innanzitutto come a un processo discorsivo, che implica l’apertura, la condivisione confidenziale del nostro materiale più privato e personale: i nostri sentimenti. Naturalmente si tratta di ascoltare tanto quanto di parlare.

Chi riceve queste rivelazioni dev’essere un partner affettuso, disponibile e scevro da giudizi: “un buon ascoltatore” con empatia e prodigo di conferme.

Vogliamo sentirci completamente conosciuti, profondamente approvati, e interamente accettati per ciò che siamo; e ci aspettiamo che il nostro desiderio di condivisione sia ricambiato.

La supremazia dell’intimità nell’era della comunicazione

Non è un caso che l’emergere dell’intimità moderna, con la sua enfasi sul linguaggio, si sia manifestato contemporaneamente alla crescita dell’indipendenza economica delle donne.

Le donne, non più obbligate a restare con i loro mariti per necessità economiche e sociali, hanno cominciato a nutrire aspettative maggiori nei confronti del matrimonio. Il peso delle corvè domestiche è divenuto inaccetabile. E’ stato sostituito dall’aspettativa di un legame emotivo reciprocamente soddisfacente.

Anche gli uomini hanno goduto di questi benefici, poichè non erano più necessariamente i soli a farsi carico del sostegno economico (la loro parte di corvè).

Nel nostro modello contemporaneo di coppia stabile, l’influenza femminile è inequivocabile. In un’epoca in cui la società aveva bisogno di nuovi modelli di connessione, le donne hanno portato le loro ben collaudate risorse di comunicazione

Molte parole sono state spese per spiegare la superiore abilità verbale delle donne nel campo di battaglia dell’emotività. La socializzazione delle ragazze continua a sottolineare lo sviluppo delle doti relazionali.

Mai come oggi, le vite che conduciamo richiedono un’incredibile capacità di adattamento. Dobbiamo essere in grado di mantenere il tessuto connettivo dei nostri rapporti malgrado le pressioni costanti della nostra vita frenetica.

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