Il tempo: una dimensione sopravvalutata?
Pubblicato da luks
Per chi è felice il tempo non passa mai, dice una famosa frase. Tuttavia, per molti l’atroce sguardo all’orologio è una costante di vita che si ripete ogni giorno.
Ore, minuti e secondi contano e vengono contati. “Non c’è tempo!”, è un classico tormentone dei film di spionaggio e di alcuni thriller.
Tutti siamo indaffarati e non troviamo mai il tempo per noi stessi o per le persone più care. Ma poi sarà vero che nessuno ha mai tempo? Se lo si considera come una cosa da avere, possedere e accumulare, allora naturalmente si.
Tutti sembrano corrergli dietro e spesso si sente dire il “suo” o il “mio” tempo. Molte volte ciò che provoca uno stress di tipo mentale è il concentrare grosse quantità di compiti da svolgere in un lasso di tempo ridotto.
Proprio come accade in fisica, quando si cerca di introdurre un quantitativo eccessivo di materia in un contenitore: la pressione interna aumenta.
Non sarebbe tuttavia difficile da evitare, questo, se si praticasse un piccolo foro d’uscita al contenitore per evitare che la pressione si accumuli (”se oggi non riesco a fare tutto, pazienza”), o ancora meglio se si eliminasse il concetto di limite del contenitore (se ci si concentrasse dunque sull’esperienza e su ciò che si fa, smettendo di chiedere “quando”, “fino a quando”, “per quanto”, e così via).
Chi non fa altro che combattere contro il tempo con il pensiero di non averne abbastanza e di non avere ormai alcuna speranza di farcela e di portare a termine il proprio compito, non fa certo piacere a sé stesso.
Tra l’altro, in questo modo si combatte anche contro il proprio orologio biologico.
Alcuni ricercatori hanno scoperto che l’organismo alterna in modo regolare fasi di calma e passività della durata di 20 minuti a fasi di veglia e attività di circa 60-70 minuti.
Una cosa del tutto naturale, dunque, ma innaturale per coloro che semplicemente rifiutano questo tipo di “perdita di tempo”.
Fortunatamente, questo rapporto agitato con il tempo non è una costante in tutte le parti del mondo. Gli abitanti dei paesi dell’Europa meridionale, infatti, hanno un rapporto ben diverso, o, almeno, spesso si nota che più ci si sposta verso sud e più la mentalità secondo la quale si è schiavi del tempo è meno diffusa.
Un atteggiamento verso il tempo completamente opposto a quello occidentale poi caratterizza la vita in India. Non è insolito vedere in quei luoghi incontri di lavoro tra persone che giungono all’appuntamento con un sorriso compiaciuto e senza alcuna traccia di fretta o di minaccia dell’incombere del tempo che passa.
E questo non ha nulla a che vedere con un’ipotetica assenza di senso del dovere o di affidabilità, ma si tratta piuttosto del diverso ruolo che riveste il tempo nella cultura indiana.
Lo stesso dicasi per il Sud America, quando andai in Brasile alcuni anni fa mi ha molto sorpreso vedere che lo stile di vita non è assolutamente frenetico come il nostro. Se una cosa non si termina in giornata si finisce il giorno seguente.
Guardati il video sulla gestione del tempo che scovato su youtube
Come ti è sembrato?Lascia un commento sotto…Grazie
Nessun Commento »
Puoi lasciare una risposta, oppure fare un trackback dal tuo sito.
Vuoi essere il primo a lasciare un commento per questo articolo? Utilizza il modulo sotto..
