Il silenzio restituisce vitalità agli uomini stanchi?
Pubblicato da luks
Parlare molto può essere decisamente stancante. Ciononostante, nessuno ha ben chiaro il preciso effetto che l’eccessiva parola ha su ciascuno.
Alcuni, comunque, tendono a sottolineare che il troppo parlare indebolisce la nostra capacità di concentrazione e meditazione.
Agisce poi sulla nostra memoria e, a lungo andare e come ogni forma di stress, può portare a vere e proprie patologie, senza contare che il troppo parlare rende spesso la respirazione superficiale e irregolare.
Ed è proprio in questo contesto che risiedono i vantaggi del silenzio: ci permette di accumulare energie e chiarezza mentale e meditare, di conseguenza, meglio. Si conserva l’energia che altrimenti andrebbe dispersa nella parola e la si indirizza verso una crescita spirituale.
Parlare può essere stancante proprio perchè in tal senso non facciamo altro disperdere. Nel quotidiano, la prima reazione allo stress e al dispendio eccessivo di energie è, per l’appunto, il riposo e il silenzio.
Tuttavia, anche il silenzio può essere faticoso, sopratutto quando è presente una resistenza interna sotto forma di impulso alla comunicazione, di irrequietezza, di sbadataggine o semplicemente di abitudine a parlare troppo (in questo caso ciò che è più necessario è il controllo e l’abitudine al silenzio piuttosto che la forzatura).
La resistenza, tuttavia, può avere origine anche all’esterno e da lì provenire, come nel caso di reazioni di stupore ed incomprensione dell’ambiente che ci circonda, ad un nostro silenzio.
Per questo è fondamentale costruirsi delle proprie oasi del silenzio in cui essere liberi da tali esigenze esterne senza, comunque, trascurare i nostri obblighi.
Il silenzio non è dunque cosa semplice. Spesso necessita di disciplina e resistenza per esercitare e beneficiare del silenzio non come una costrizione, in tal senso del tutto simile al principio di controllo degli impulsi sessuali e di quelli della fame e conservazione delle relative energie.
Proprio come il digiuno, infatti, in cui il corpo ha bisogno di un periodo di adattamento, così anche la mente si deve abituare dapprima al silenzio.
La prima cosa da fare è senz’altro imparare a mantenere il silenzio, prima ancora di poter iniziare a goderne. Non riuscire a mantenere il silenzio equivale a non riuscire a tollerare sé stessi.
Ma se non riesco a tollerarmi io stesso, come posso farlo con gli altri?
Tu cosa ne pensi?
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2 Commenti »
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Barbara Massini dice:
Pubblicato il 22 10 2008 alle 11:18
“Non riuscire a mantenere il silenzio equivale a non riuscire a tollerare sé stessi”
Vero Luca
chi sta bene in silenzio ed in solitudine è chi sta in pace con se stesso/a.
Chi parla molto ( a volte ) cerca di coprire il malessere psicologico personale.
E’ vero che non si può vivere in silenzio o in perfetta solitudine ma a volte fanno bene al cuore e alla mente e ci danno la possibilità di parlare con se stessi.
A presto
Barbara
2
luks dice:
Pubblicato il 22 10 2008 alle 19:30
Si. tutto ciò che è troppo ed eccesso è sbagliato secondo me. Anche se a volte mantenersi in uno stato di “mezzo” non è sempre semplice!! Ti ringrazio per il post
Luca