Il leader come risorsa
Pubblicato da luks
The Tao of leadership di John Heider contiene una osservazione chiara ed aforistica che sembra semplificare il management: “il leader attento non preme per far si che le cose accadano, ma segue il processo che si sviluppa per suo conto: sa che interventi costanti bloccherebbero il processo di gruppo”.
In realtà, sebbene il leader abbia consapevolezza che interventi costanti siano inutili, è difficile che resista, perchè vorrebbe che la propria esperienza fosse utilizzata costantemente.
In questo modo i manager esperti credono di aggiungere valore alla loro; invece, complicano solamente le cose. Forse, è più utile l’osservazione: “anche se sei il capo non ottieni nulla se non presti attenzione a chi merita fiducia“.
Chi ottiene un’alta performance non sembra preoccupato di chi merita fiducia né è stretto nella camicia di forza della gerarchia. E’ pronto a partecipare, come tutti gli altri, alle discussioni di gruppo e si augura che i colleghi lo considerino come una risorsa, un condotto per avere ulteriori informazioni o una persona capace di risolvere i problemi.
Non si tratta di fornire una guida costante che corra il rischio di essere invadente; il leader canalizza l’energia delle persone nella direzione giusta, a volte di nascosto, avolte più evidentemente.
E’ possibile guidarle occasionalmente, impostando il lavoro all’inizio per mostrare il modo in cui va fatto o dicendo semplicemente “sei bravo abbastanza, fallo a modo tuo”.
E’ importante anche dare il tempo alle persone e non precipitarsi fuori dall’ufficio ale 5 in punto se c’è un dipendente che ha bisogno di parlare con il proprio capo.
E’ una questione di fiducia e saggezza
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