Genitori e figli - Parte seconda
Pubblicato da luks
….Bando alla pigrizia; se pure aveste la fortuna di abitare in un antico maniero, evitate sempre di sbraitare come se foste al mercato.
Se dovete comunicare qualcosa a qualcuno aspettate di essergli accanto. Si urla solo nei momenti di estremo bisogno, per chiedere aiuto o per avvertire di un pericolo improvviso e imminente.
Purtroppo molti sono così abituati a strillare in casa che anche all’aperto, per esempio in spiaggia, ricadono in questa brutta abitudine senza rendersi conto della loro maleducazione e del gran disturbo che arrecano.
L’ educazione dei figli è un’attività faticosa che richiede impegno, costanza, e a volte sembra molto più comodo lasciar perdere, senza curarsi di insegnare le buone maniere.
Si tratta… di domare la natura spontaneamente egoista ed egocentrica di ciascuno di noi, possibilmente fin dalla più tenera età, per assimilare l’educazione e quindi essere educati e non sembrarlo soltanto esteriormente.
Se si tollerano ripetutamente certi comportamenti sbagliati e scorretti trasformandoli in un’abitudine, essi verranno in breve tempo interpretati e vissuti, specialmente dai giovanissimi, come un diritto acquisito.
Così, con l’andar del tempo, diventerà più difficile, se non impossibile, correggerli e ottenere un cambiamento di modi e di atteggiamenti
E sarà ancora più arduo evitare queste cattive abitudini fuori dalle mure domestiche. Del resto la casa non è un bunker, o un eremo. Vi entrano amici e conoscenti, che prima o poi saranno testimoni dei nostri comportamenti ineducati o di quelli dei figli.
Fare i genitori è quindi difficile e sicuramente impegnativo. Lo dimostra l’aneddoto che ha per protagonista uno dei più grandi statisti del secolo scorso: il presidente americano Theodore Roosevelt. Padre di sei amatissimi figli, spesso li lasciava scorrazzare liberamente per i corridoi della Casa Bianca.
Di fronte all’ennesima birichinata della figlia Alice, la più monella, che aveva terrorizzato alcuni ospiti esibendo una biscia, lui, impassibile commentò: “O controllo lei o faccio il Presidente degli Stati Uniti. I due ruoli presentano esigenze inconciliabili”.
Rispetto reciproco, consuetudine all’attenzione per le esigenze altrui, autocontrollo: tutto ciò costituisce la regola aurea per un’armoniosa convivenza.
Il che significa che i ragazzi dovranno impegnarsi a fondo per evitare comportamenti egoisti e arroganti, lamentele per il cibo, espressioni annoiate per le richieste dei genitori ritenute assurde e seccanti (due esempi per tutti: sparecchiare la tavola e riordinare la propria camera), sbuffi di disappunto per un bucato malriuscito, la scelta delle vacanze e chi più ne ha più ne metta.
La madre, da parte sua, non dovrà mai permettersi di leggere il diario della figlia adolescente, nè di frugare nella cartella del ragazzino, nè di ascoltare di nascosto le telefonate o le conversazioni dei figli, nè di controllare la posta, cartacea o elettronica che sia.
Se da una parte è bene esigere comportamenti civili e corretti, dall’altra è necessario essere sempre d’esempio e cercare di migliorare prima di tutto se stessi. Talvolta ci possono essere “pagliuzze” negli occhi dei figli laddove si riscontrano “travi” in quelli dei genitori.
Saper pretendere e rispettare l’altrui “spazio vitale”, e la costante consapevolezza di non essere soli (nessuno, si sa, è infastidito dal proprio disordine) implicano necessariamente la pratica della tolleranza, della pazienza e, possibilmente, del senso dell’umorismo, che è capace di risolvere e alleggerire con una risata anche la situazione apparentemente più pesante.
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