Cosa vuol dire riconoscere qualcosa?
Pubblicato da luks
Concludendo il precedente post avevo detto che l’Ego è quella parte di noi che ci fa soffrire.
Per poter rimediare a questo “errore”, è utile rendersi conto di ciò che accade all’interno del nostro cervello quando viviamo un’esperienza, quando riconosciamo qualcosa.
Dobbiamo però differenziare il concetto di percezione dal concetto di conoscenza. Prima ancora di qualsiasi riconoscimento avviene la percezione.
Sentire un suono e riconoscerlo sono, infatti, due processi ben distinti. Dapprima si sente un suono, poi si riconosce nel suono il verso di un uccello.
La stessa cosa accade con la vista e con tutti gli altri possibili strumenti percettivi. Del resto, sarebbe impossibile guardare un oggetto che si conosce senza riconoscerlo. Soffermandoci su questo esempio, possiamo dire che quando guardiamo un tavolo, nel nostro cervello si forma immediatamente un’immagine, meglio detta immagine generale del tavolo, che comprende tutto ciò che stiamo vivendo in quel momento.
Denominiamo questo come (tavolo). Dal momento che la nostra capacità di percezione è limitata ai nostri sensi, il (tavolo) non è in alcun modo una rappresentazione completa della realtà.
Noi percepiamo solo alcune lunghezze d’onda, possiamo sentire solo alcuni odori e non c’è da escludere che esistano altri strumenti percettivi e modi di percepire la realtà di cui noi non disponiamo o che non conosciamo.
Il tavolo potrebbe, infatti, inviare segnali che noi non possiamo percepire. Ma il (tavolo) è la migliore percezione di cui siamo capaci.
Nel sistema e nei meccanismi del pensiero del nostro cervello si verifica immediatamente un’associazione a ciò che abbiamo già visto e vissuto.
In altre parole, è come se il cervello volesse conoscere in anticipo ciò che stiamo vivendo, dal momento che non sopporta le incertezze e le considera un pericolo.
In un lampo, dunque, il pensiero “riconosce” il tavolo. Il pensiero non “vede” il tavolo, lo “riconosce”. E’ già un elemento conosciuto. Non è nulla di nuovo.
Esiste già una categoria “tavolo”, nella quale vengono raccolte tutte le informazioni inerenti il tavolo.
Nel nostro sistema di pensiero, il tavolo è qualcosa di già conosciuto e con esso esistono altre migliaia di associazioni ad esso collegate.
L’attuale esperienza della vista di un tavolo, viene quindi catalogata come qualcosa di già conosciuto. Nulla di nuovo viene aggiunto. L’intero complesso lo chiamiamo “tavolo” e comprende tutto ciò che già conosciamo a proposito.
Ma ciò ha ancora meno a che fare con il tavolo che abbiamo appena percepito attraverso i sensi. Non solo il tavolo viene subito identificato e paragonato con ciò che già conosciamo, ma sappiamo anche che il nostro cervello filtra le informazioni immagazzinate in un determinato ordine.
Arriva addirittura ad interpretare ciò che accade secondo le informazioni di cui dispone e non acquisendone di nuove.
2 Commenti »
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Barbara Massini dice:
Pubblicato il 10 11 2008 alle 13:34
Ciao Luca
sono sparita per un po’ per problemi al pc che ancora è dal tecnico … un calvario che spero terminerà presto.
Ti prometto che non ti abbandonerò più.
Barbara Massini
2
luks dice:
Pubblicato il 10 11 2008 alle 20:03
Tranquilla Barbara non ti preoccupare…Io l’ho dovuto riformattare ieri…Da un giorno all’altro non si è accesso più….pfffff!!!!!