Cosa intendiamo quando diciamo “io”?
Pubblicato da luks
Se osserviamo più da vicino i nostri processi mentali e la coscienza, siamo costretti a trattare la parola “io” con molta attenzione.
Nella nostra percezione, così anche nell’utilizzo verbale, il termine Io ha infatti due significati. Quasi sempre utilizziamo questo termine per descrivere qualcosa (noi stessi) che è una persona, con un nome, una storia e delle caratteristiche personali: “io mi chiamo…, io sono…, io faccio”.
Questo Io si identifica con il nostro passato, con le nostre capacità, le nostre abitudini e i nostri condizionamenti. Per poter differenziare questo tipo di “Io” da un diverso tipo, utilizziamo ora la parola “Ego“.
In questa sede con il termine Ego intendiamo un elemento del tutto neutrale che nulla ha a che fare con la normale accezione di autocoscienza.
Per ciò che riguarda la percezione interiore, l’Ego può essere paragonato al sistema mentale dei pensieri che comprende tutto ciò che abbiamo vissuto, pensato, le nostre opinioni e i nostri modelli di pensiero.
Risponde a delle leggi proprie e ha delle visioni autonome. E’ interessato sopratutto alla sopravvivenza e al benessere del corpo.
Si considera qualcosa di distaccato da tutto il resto e pretende di essere qualcosa di speciale. Dio, Amore, “essere Uno con tutto” sono concetti che l’Ego non può comprendere.
La sua aberrazione è tale che arriva a combattere una guerra contro sé stesso, con sensi di colpa e rimpianti. Per l’Ego, la serenità non è cosa possibile, perchè rincorre continuamente il sapere, necessita in continuazione di sicurezza.
Il suo sentimento più ricorrente è la paura. In noi, tuttavia, esiste la percezione di un centro, l’istanza che vive a prescindere da noi. Riconoscendo l’esistenza di tale istanza, crediamo di poter pensare, di poter essere stanchi, di poter commettere un errore.
Ma questo “Io” interiore non pensa, non è mai stanco e non sbaglia mai. E’ solo cosciente. Questo essere cosciente, che include la facoltà di comprendere, lo chiameremo d’ora in poi “Io”.
Esiste in qualità di esperienza interiore e non ha una controparte materiale. E’ il senso interiore di identità all’interno di noi stessi, è sempre calmo, non valuta né giudica.
Dopo la nascita, molto presto accade di spostare il nostro senso di identità da ciò che abbiamo chiamato “Io” a ciò che abbiamo “Ego”.
Da quel momento iniziamo a soffrire..Continua nel prossimo post…
2 Commenti »
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daniel dice:
Pubblicato il 12 11 2008 alle 15:33
ciao,mi chiamo daniel e come te condivido lo studio sulla pnl,sulla meditazione,sulle tecniche di autoaiuto,di mnemonica,coaldreading,ipnosi…ecc.
Ho iniziato questi studi da tempo,anche grazie a derren brown e dai suoi”miracoli”mentali.appassionato di tutto ciò che concerne l’uomo,cerco altri appassionati con cui dividere e scambiare opinioni su queste materie.
In caso tu voglia contattarmi mi trovi a dani…@hotmail.it.un augurio per le tue ricerche e spero a presto.
ps:non so se tu abbia visto il sito programmazioneurolinguistica.it,in ogni caso te lo consiglio.
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luks dice:
Pubblicato il 12 11 2008 alle 20:29
Ciao Daniel ti ringrazio per i complimenti..
Il sito di programmazioneneurolinguistica l’ho vista si ma io non gurado molto i siti di pnl, più che altro leggo i libri..
Tu non hai un tuo blog?